Salve,

come musicista sono sempre stato molto sensibile a quanto lo strumento sia fondamentale per comprendere, tradurre e quindi riportare in vita una lingua ed una forma di comunicazione ormai appartenenti al passato; l’unico vero ponte, insieme al testo musicale scritto, che ci consenta di riscoprire tutte quelle convenzioni ormai molto lontane da noi nel tempo ed estranee al gusto odierno. La filosofia di Echi Lontani si basa quindi su un principio molto semplice che può facilmente essere ricondotto alle parole di Richard Taruskin tratte da un suo saggio dal titolo “The Pastness of the Present and the Presence of the Past” che dicono: “In performance practice, instruments or styles of playing that are historically appropriate to the music being performed”. Queste semplici parole ci fanno capire quanto lo strumento musicale, ed il suo uso appropriato in ogni singola produzione artistica, siano la chiave per ritrovare questo linguaggio, e quindi questi suoni, ormai distanti e mutati nel tempo, echi lontani.

Dario Luisi

(Direttore Artistico di Echi Lontani) 

* Paul Scholten (Amsterdam, 1875-1946)